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E' una tipologia di contratto che prevede un termine finale di durata del rapporto di lavoro che in linea di massima non può superare i 3 anni, pur essendo previste eccezioni per particolari categorie fra le quali i dirigenti. Al termine del periodo prestabilito è possibile una proroga, frutto dell'accordo di ambo le parti, la quale viene conteggiata nella durata complessiva del rapporto che, come detto, non può oltrepassare i 36 mesi complessivi. Alla scadenza del contratto che ha permesso alle parti in causa di conoscersi a vicenda si pone la scelta tra il proseguimento del rapporto di lavoro oppure la sua interruzione. L'assunzione a tempo potrebbe essere stata motivata dall'esigenza di comprendere se esistano le basi per un rapporto più duraturo, pertanto al giungere della scadenza si pone la scelta tra un contratto che si protrarrà fino alla pensione oppure l'interruzione dello scambio commerciale. In altri casi il datore di lavoro potrebbe aver scelto di porre un termine prestabilito al contratto per adeguarsi all'andamento incerto del mercato, evitando di assumersi impegni troppo gravosi. In tali situazioni raggiunto il termine naturale è prevista la possibilità di un secondo contratto di durata prestabilita il quale deve sottostare alla normativa prevista dal cosiddetto protocollo Welfare (Legge 247/2007), entrata in vigore il 1° aprile 2009. La riforma prevede che, al termine di un contratto a tempo determinato, sia possibile una sola riassunzione con la medesima forma contrattuale da stipularsi presso la Direzione Provinciale del Lavoro beneficiando dell'assistenza di un rappresentante sindacale. Un altro aspetto interessante concerne poi la disciplina del licenziamento prevista da un contratto avente una durata prestabilita la quale non può essere oltrepassata, ma nemmeno anticipata. Il dipendente non può, infatti, essere licenziato prima della naturale scadenza se non per giusta causa, ovvero un comportamento così grave da intaccare il rapporto di fiducia, mentre non è prevista l'interruzione anticipata per motivi quali ad esempio la riduzione della mole di attività dell'impresa.
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